MALATTIA
In generale

La malattia costituisce una delle più importanti cause di sospensione del rapporto di lavoro per sopravvenuta impossibilità della prestazione di lavoro, in quanto l'alterazione dello stato di salute impedisce al lavoratore di effettuare la prestazione.
La nozione di malattia, secondo la dottrina ormai consolidata, si identifica in: "uno stato morboso determinato da una patologia che impedisce l'esecuzione della prestazione lavorativa".
In caso di malattia il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per un certo periodo di tempo, generalmente lungo, denominato periodo di comporto, la cui durata è fissata dai contratti collettivi. Decorso tale termine e perdurando l'assenza per malattia, il datore di lavoro può procedere al licenziamento riconoscendo al lavoratore l'indennità sostitutiva del preavviso.
Durante tale periodo non si interrompe l'anzianità di servizio e il lavoratore ha diritto alla retribuzione o ad un'indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dalla contrattazione collettiva, dagli usi o secondo equità (art. 2110 c.c.).
La malattiva ha, inoltre, l'effetto di rendere giustificata l'assenza del lavoratore.

Trattamento economico


Il trattamento economico è a carico del datore di lavoro per i lavoratori con qualifica impiegatizia nel settore industria, cui compete il pagamento:
- dell'intera retribuzione per il primo mese e della metà per i successivi due mesi nel caso di anzianità di servizio non superiore a dieci anni;
- dell'intera retribuzione per i primi due mesi e della metà per i successivi quattro mesi nel caso di anziamità di serviziosuperiore a dieci anni.
Per tutti gli altri lavoratori il trattamento economico e' a carico dell'istituto previdenziale INPS con possibili integrazioni a carico del datore di lavoro se sono stabilite dal contratto collettivo.
In particolare, l'ente previdenziale eroga un'indennità giornaliera (una percentuale della retribuzione) a partire dal quarto giorno di malattia fino ad un massimodi 180 giornate nell'anno solare. I primi tre giorni di malattia (cd. periodo di carenza) sono a carico del datore di lavoro nelle modalità stabilite dal contratto collettivo, mentre per il restante periodo di malattia l'indennità viene pagata direttamente dall'INPS.

Certificato medico


Dopo aver inizialmente informato dell'assenza il proprio datore di lavoro, entro il terzo giorno (o diversamente se così previsto dal contratto collettivo) dall'inizio della malattia il lavoratore deve fargli recapitare il certificato medico che attesti l'impossibilità di prestare attività lavorativa.
Tale obbligo deve essere rispettato anche in caso di prolungamento della prognosi iniziale, attestato dal rilascio di successivi certificati di continuazione e/o ricaduta.
Quale giustificativo dell'assenza, il certificato deve essere recapitato qualunque sia la durata della prognosi (quindi, anche se la malattia dovesse durare un solo giorno). Il lavoratore, entro 2 giorni dal rilascio, deve inoltre recapitare il certificato medico anche all'Inps, mediante consegna diretta dello stesso ovvero mediante invio a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. L'Inps, con circolare n. 95-bis del 6 settembre 2006, ha chiarito che la certificazione deve essere inviata anche relativamente alle malattie di durata inferiore a quattro giorni (per le quali, come noto, non viene riconosciuto il trattamento previdenziale a carico dell'Istituto stesso). Il ritardato invio del certificato medico, non determinato da cause di forza maggiore, comporta la perdita dell'indennità economica per i giorni di ritardo.
Per permettere l'attività di controllo da parte delle strutture sanitarie, sia essa spontanea sia su richiesta del datore di lavoro, il lavoratore malato deve rimanere reperibile presso il proprio domicilio dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 di tutti i giorni, comprese le domeniche e le festività infrasettimanali.
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Infortunio sul lavoro


La disciplina dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro è contenuta nel Testo unico approvato con D.P.R. 30.6.1965, n. 1124, nonchè dal D.Lgs. 23.2.2008, n. 38, che ha riformato la materia, estendendo l'obbligo assicurativo a nuove categorie di lavoratori, ponendo in essere un nuovo sistema di classificazione tariffaria e introducendo l'indennizzabilità del danno biologico.
Il citato Testo unico dispone che il diritto alle prestazioni assicurative sorge nelle ipotesi di infortunio avvenuto per causa violenta in occasione del lavoro, da cui sia derivata la morte o un'invalidità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un'invalidità temporanea assoluta che importi l'astensione dal lavoro per più di tre giorni. Nella nozione di infortunio, oggetto di tutela assicurativa dell'INAIL, deve ricomprendersi, altresì, il c.d. infortunio in itinere, ovvero quello occorso al prestatore di lavoro durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro, se il lavoratore ha più rapporti di lavoro e, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti. Altra materia specificamente tutelata è quella delle c.d. malattie professionali, enumerate in apposito elenco allegato al Testo unico, contratte nell'esercizio e a causa delle lavorazioni ivi tassativamente indicate. L'onere dell'assicurazione è, in genere, integralmente a carico del datore di lavoro, il quale è tenuto a versare all'INAIL i contributi assicurativi, cioè il premio. Con l'introduzione del danno biologico, inoltre, relativamente agli infortuni verificatisi ed alle malattie denunciate dal 25.7.2000, è previsto un indennizzo in capitale, ove la menomazione sia pari o superiore al 6% e inferiore al 16%, mentre, qualora la menomazione sia pari o superiore al 16%, è previsto un indennizzo in rendita. A decorrere dal quarto giorno successivo a quello in cui è avvenuto l'infortunio o si è manifestata la malattia professionale, viene corrisposta al prestatore di lavoro un'indennità giornaliera per l'inabilità temporanea assoluta.
Relativamente al trattamento economico a carico del datore di lavoro, questi è tenuto a corrispondere un'indennità per il giorno dell'infortunio ed i 3 giorni successivi, pari, rispettivamente, al 100% ed al 60% del guadagno medio giornaliero, salvo diversa migliore previsione della contrattazione collettiva per la cui determinazione si fa riferimento al guadagno medio dei 15 giorni precedenti l'evento. L'indennità per inabilità temporanea a carico dell'INAIL -pari al 60% della retribuzione media giornaliera fino al novantesimo giorno e al 75% dal novantunesimo giorno sino alla guarigione- parimenti, è calcolata facendo riferimento alla retribuzione media giornaliera riferita ai 15 giorni immediatamente precedenti l'evento stesso, ed è corrisposta per tutta la durata dell'inabilità temporanea assoluta.
Il lavoratore può, inoltre, agire civilmente nei confronti del datore di lavoro, onde ottenere il risarcimento del danno c.d. differenziale, che si concreta nei danni non coperti dall'assicurazione, come il danno morale o il danno biologico al di sotto del 6%, che, come detto, non è indennizzato dall'assicurazione.