LAVORO PART-TIME
Elementi essenziali

L'istituto del lavoro a tempo parziale (c.d. part time) è stato completamente ridisegnato dal D.Lgs. 25.2.2000, n. 61, nonchè recentemente modificato dal c.d. Protocollo del Welfare. Il lavoro a tempo parziale è un rapporto di lavoro di natura subordinata, caratterizzato da un orario di lavoro inferiore rispetto all'orario di lavoro a tempo pieno. Il tempo pieno corrisponde all'orario normale di lavoro, fissato dalla legge in 40 ore settimanali, o all'eventuale minore orario di lavoro stabilito dalla contrattazione collettiva.
Il Decreto legislativo sopra citato individua, espressamente, tre diverse tipologie di prestazione a tempo parziale:
- Orizzontale: la riduzione di orario rispetto al tempo pieno è prevista in relazione all'orario normale giornaliero;
- Verticale: la prestazione è svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell'anno;
- Misto: l'attività lavorativa si svolge secondo una combinazione delle due tipologie precedenti.

Forma scritta


Il contratto di lavoro deve essere stipulato in forma scritta ad probationem, al fine, cioè, di provare la sussistenza del rapporto a tempo parziale. Qualora la forma scritta sia mancante, il lavoratore può adire l'Autorità giudiziaria, affinchè venga dichiarata la sussistenza, inter partes, di un rapporto a tempo pieno, a partire dalla data in cui la mancanza della scrittura sia stata giudizialmente accertata.
Per quanto attiene il contenuto del contratto, esso deve contenere l'indicazione della durata della prestazione lavorativa e la collocazione temporale dell'orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all'anno. Anche in tale circostanza, ove risultino omesse, o non sufficientemente precisate, le indicazioni che devono obbligatoriamente comparirvi, la legge non prevede la nullità del contratto, bensì, se l'omissione riguarda la durata della prestazione lavorativa, su richiesta del lavoratore, può essere dichiarata la sussistenza, tra le parti, di un rapporto di lavoro a tempo pieno a partire dalla data del relativo accertamento giudiziale. Nell'ipotesi in cui l'omissione inerisca, invece, la collocazione temporale dell'orario, il Giudice provvede a determinare le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa a tempo parziale. In entrambi i casi, il lavoratore ha diritto, per il periodo antecedente alla data della pronuncia della sentenza, in aggiunta alla retribuzione dovuta, anche al risarcimento del danno.
Il rapporto di lavoro part time può essere costituito a seguito di assunzione, direttamente espletata con tale tipologia contrattuale, ovvero mediante trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale. La trasformazione è consentita purchè vi sia l'accordo delle parti, in forma scritta, convalidato dalla Direzione Provinciale del Lavoro (D.P.L.) competente per territorio. Ad ulteriore tutela del lavoratore, il legislatore ha previsto che l'eventuale rifiuto del medesimo di trasformare il proprio rapporto di lavoro non costituisce giustificato motivo di licenziamento.
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Trattamento economico


Il rapporto di lavoro part time è regolato, sostanzialmente, da due principi ordinatori, consistenti nella garanzia che il lavoratore a tempo parziale, in linea di principio, non sia escluso dal trattamento complessivamente riservato al lavoratore a tempo pieno; tali principi sono quello di non discriminazione e quello di proporzionalità.
Alla stregua del principio di non discriminazione, il lavoratore a tempo parziale deve beneficiare dei medesimi diritti riconosciuti al fulltimer, in particolare, per quanto riguarda la retribuzione oraria, la durata del periodo di prova e delle ferie annuali, della durata del periodo di astensione obbligatoria e facoltativa per maternità. Con il principio di proporzionalità, invece, si garantisce al lavoratore part time un trattamento corrisposto in proporzione alla ridotta entità della prestazione lavorativa per quegli istituti commisurati alla stessa; la riduzione proporzionale, dunque, è ammessa in relazione alla ridotta entitè della prestazione, relativamente alla retribuzione globale e alle singole componenti di essa.
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Novità introdotte


Per quanto attiene le novità legislative in materia, si segnala il riconoscimento al lavoratore del diritto ad un preavviso di almeno cinque giorni, nonchè a specifiche compensazioni, ove il datore di lavori vari in aumento la durata della prestazione lavorativa, ovvero modifichi la collocazione temporale della stessa.
Ai lavoratori, sia del settore pubblico che di quello privato, i quali siano affetti da patologie oncologiche, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale. Il rapporto di lavoro a tempo parziale, sempre alla stregua delle novità legislative, deve essere trasformato nuovamente in un rapporto di lavoro a tempo pieno a richiesta del lavoratore. Ove le patologie oncologiche riguardino, invece, il coniuge, i figli o i genitori del prestatore di lavoro, nonchè nel caso in cui il lavoratore assista una persona convivente, con totale e permanente inabilità lavorativa, che assuma una connotazione di gravità, alla quale sia stata riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100%, con necessità di assistenza continua, in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, è riconosciuta la priorità della trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale. E' stato introdotto, altresì, un diritto di precedenza del lavoratore il quale abbia trasformato il rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro part time; questi ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l'espletamento delle stesse mansioni o di quelle equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale.
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